Perché il pacco pesa più dell’abito: Vinted e il costo climatico delle spedizioni


Il primo articolo (https://studioesse.me/perche-vinted-ci-racconta-la-non-sostenibilita/) mostrava il paradosso: un flusso continuo di oggetti quasi nuovi che passano di mano perché la loro finestra d’uso è brevissima. Guardando il lato logistico, la scena cambia ancora. A ogni inserzione corrisponde un’etichetta, a ogni etichetta un percorso: hub, furgone, locker, a volte un secondo giro. È qui che la circolarità si materializza in chilometri. Non è un dettaglio: per Vinted, le consegne rappresentano la quasi totalità dell’impronta climatica operativa. Nel 2022 la società ha stimato 287.025 tonnellate di CO₂e complessive e ha attribuito il 98% di queste alle spedizioni dei pacchi. È un termometro netto: se la piattaforma cresce, cresce il traffico dei pacchi – e quindi la porzione di emissioni che conta davvero. press-center-static.vinted.com

Una domanda legittima: quando Vinted parla di “risparmio di emissioni” acquistando usato, a cosa si riferisce? La risposta è nel metodo sviluppato con Vaayu e descritto nell’Impact Report 2023. L’idea di fondo è confrontare due scenari: comprare un prodotto nuovo “dal cradle al consumer” (cioè dalla produzione fino all’acquirente) oppure acquistarlo di seconda mano su Vinted. Su questa base si applica un fattore cruciale, il cosiddetto replacement rate: quante volte l’acquisto usato ha davvero sostituito quello nuovo. Nel 2023, Vinted stima che ciò sia avvenuto nel 40% dei casi. E soprattutto, nel calcolo l’azienda sottrae le emissioni generate dalla propria operatività: imballaggi, gestione di piattaforma e – punto decisivo per noi – le consegne. In altre parole, il “risparmio” comunicato è già al netto della logistica del second hand sulla piattaforma. press-center-static.vinted.com

Lo stesso rapporto riporta due numeri che ricorrono spesso: 678.691 tonnellate di CO₂e evitate nel 2023 e una media di 1,25 kg CO₂e risparmiati per ciascun acquisto rispetto all’equivalente nuovo. Sono valori modellati – non misurazioni dirette – e dipendono da assunzioni rilevanti come il tasso di sostituzione e i confini “cradle-to-consumer”. Ma chiariscono il punto: il beneficio esiste quando l’usato rimpiazza davvero il nuovo, e il conto considera anche i chilometri del pacco. press-center-static.vinted.com


Perché insistere sulle consegne? Perché in Europa i trasporti restano il principale serbatoio di emissioni e fanno fatica a ridursi. Le ultime analisi dell’Agenzia europea dell’ambiente segnalano che le emissioni da trasporto, nel complesso, non scendono con la velocità necessaria. In questo contesto, ogni milione di pacchi in più pesa. La crescita dell’usato online – che nasce con ambizioni ambientali – si scontra così con la realtà di un settore che sta decarbonizzando troppo lentamente. Agenzia Europea dell’Ambiente

L’ultimo miglio


Detto in modo semplice: contano le modalità con cui il pacco arriva (o non arriva) alla porta di casa. La stessa Vinted, nel suo piano climatico, indica la leva prioritaria: spostare le consegne sui punti di ritiro (pick-up point, PUDO) e sui locker, riducendo i tentativi a vuoto e consolidando i giri dei furgoni. Nel 2022, tre quarti degli ordini Vinted sono stati ritirati in punti PUDO anziché consegnati a domicilio; l’azienda intende rafforzare questa scelta attraverso Vinted Go e l’elettrificazione progressiva dei tragitti urbani. È un dettaglio operativo, ma qui si concentrano i margini di riduzione più rapidi. press-center-static.vinted.com

La letteratura tecnica convergente suggerisce che il ritiro fuori casa riduce chilometri percorsi e CO₂ quando i punti sono capillari e inseriti nei tragitti quotidiani. Non è solo efficienza logistica: è urbanistica del consumo, perché un locker in una stazione o in un supermercato permette di evitare giri dedicati. Studi sostenuti dalla Commissione europea sul tema della logistica urbana (Sustainable Urban Logistics Plans) parlano esplicitamente di riduzione dei veicoli-km e delle emissioni grazie a locker e PUDO ben posizionati. Il rovescio della medaglia però esiste: se il cliente usa l’auto per andare a ritirare il pacco “fuori strada”, il vantaggio può assottigliarsi. Anche su questo punto, analisi indipendenti (World Economic Forum) invitano alla cautela: la scelta del mezzo con cui si raggiunge il locker fa la differenza. Mobility and Transport+1

Tradotto nel quotidiano: un pacco consegnato a un locker lungo il tragitto casa–lavoro, o vicino alla scuola dei figli, consente al corriere di “sommarne” decine in un’unica fermata e all’utente di non fare un viaggio dedicato. Se invece il punto di ritiro è fuori rotta e costringe a prendere l’auto apposta, l’effetto ambientale si diluisce. La piattaforma, da parte sua, può spingere notifiche e opzioni di default che privilegiano i punti più vicini o accessibili a piedi; gli operatori logistici possono convertire le tratte urbane con furgoni elettrici e cargo bike. È una partita di micro-scelte che, moltiplicate per milioni di transazioni, decidono il saldo reale.

Se il locker diventa infrastruttura


Per capire la magnitudine, vale un dato di filiera: nel 2025 Vinted ha esteso l’accordo con InPost – uno dei più grandi operatori di locker in Europa – fino al 2027, coprendo otto Paesi tra cui Italia, Francia e Spagna. Significa che l’infrastruttura del ritiro sta diventando parte integrante dell’esperienza d’acquisto di seconda mano, non un’opzione residuale. È un bene per la riduzione dei tentativi di consegna, ma è anche un segnale di quanto l’usato generi traffico logistico “vero”, che va gestito con criteri climatici rigorosi. Reuters


Anche con locker e veicoli elettrici in città, il nodo restano le tratte interurbane e transfrontaliere. Lo riconosce Vinted nel proprio piano: l’elettrificazione sul lungo raggio è ancora limitata e la soluzione, per ora, passa da ottimizzazione delle rotte e – dove possibile – da test su camion elettrici nei corridoi più adatti. Qui il beneficio marginale per singolo pacco è più lento da ottenere: vale a dire che la scelta del canale di consegna “out of home” e la vicinanza del ritiro all’utente restano le leve più immediate. press-center-static.vinted.com

Cosa ci dicono i numeri


Il quadro, messo insieme, porta a tre constatazioni sobrie. Primo: la gran parte dell’impronta operativa di Vinted è nelle consegne; quindi la logistica non è un “corollario”, ma il campo di gioco principale per ridurre l’impatto. Secondo: quando Vinted parla di emissioni evitate, il confronto è con l’equivalente nuovo e il calcolo sottrae già le emissioni del trasporto della compravendita usata; il beneficio non è “gratis”, dipende dalla sostituzione reale e dall’efficienza della consegna. Terzo: in un’Europa in cui i trasporti restano il comparto più emissivo, l’ultimo miglio è la differenza tra una circolarità che funziona e una che si annulla nei giri a vuoto. I dati ufficiali dell’EEA sul settore trasporti mettono a terra l’urgenza; quelli interni di Vinted puntano il dito su dove intervenire. Agenzia Europea dell’Ambiente+2press-center-static.vinted.com+2

Due pacchi identici, due esiti diversi


Immaginiamo due acquisti usati identici, stesso peso e dimensioni. Nel primo caso, l’acquirente sceglie un locker sulla linea del tram, a cinque minuti a piedi: il corriere scarica cinquanta pacchi in una fermata, nessun tentativo fallito, ritiro abbinato a uno spostamento già previsto. Nel secondo, il pacco viene inviato a domicilio in una zona a bassa densità: il furgone percorre una rotta lunga con diverse soste, una consegna fallisce e richiede un secondo passaggio. Il prodotto è lo stesso, la CO₂ no. È questa la “geografia” della circolarità: non basta muovere oggetti dal nuovo all’usato; bisogna farli muovere meno e meglio.


Per chi governa il territorio, la logica è quella della mobilità: locker e PUDO funzionano quando sono dentro le routine urbane, non ai margini. Gli strumenti europei per la pianificazione della logistica urbana (SULPs) insistono su questo: posizionamento capillare, integrazione con nodi di trasporto pubblico, corridoi elettrificati per l’ultimo miglio. In mancanza di questi elementi, una parte del beneficio del ritiro fuori casa rischia di perdersi. Mobility and Transport

Per chi compra e vende, la “buona notizia” del primo articolo vale anche qui: si può scegliere di meno e meglio. Se l’usato sostituisce il nuovo, il saldo è positivo; se la consegna è su locker raggiungibile a piedi o lungo un percorso già in agenda, il beneficio aumenta. Se la piattaforma suggerisce automaticamente il punto di ritiro più vicino e se il venditore evita imballaggi eccessivi, si limano grammi e chilometri inutili. Non è moralismo: sono piccoli attriti che, ripetuti migliaia di volte, abbassano davvero l’asticella.

Da tenere d’occhio


Due aree meritano attenzione empirica anche in futuro. La prima riguarda il tasso di sostituzione: oggi è stimato con indagini presso gli utenti e potrebbe oscillare nel tempo e tra Paesi; basta uno spostamento di dieci punti per cambiare sensibilmente il bilancio delle emissioni evitate. La seconda è l’effettivo comportamento dei clienti rispetto ai locker: quante volte il ritiro è davvero “di passaggio” e quante volte richiede un viaggio dedicato? Alcune analisi indipendenti richiamano esplicitamente questo rischio di rimbalzo, che andrebbe monitorato con dati territoriali, non solo con medie europee. reports.weforum.org


Vinted conferma l’intuizione emersa nel “mercato dell’inutile”: il nodo non è l’app, ma il nostro surplus di oggetti e la logistica necessaria a farli viaggiare. Sapere che il grosso dell’impronta sta nelle consegne aiuta a reindirizzare le scelte: promuovere il ritiro in punti integrati nella mobilità quotidiana, favorire corrieri elettrici in città, ridurre le tratte lunghe con preferenze di acquisto locali quando possibile. E, soprattutto, mantenere centrata la condizione che dà senso all’usato: sostituire il nuovo e volerne meno. In pratica, la “lezione Vinted” sulla logistica è una bussola semplice: meno chilometri per pacco, meno pacchi per funzione, e una piattaforma usata come riduttore di domanda, non come moltiplicatore di transazioni.

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